Poli-RISPOSTA

Il 23/3/2013 è stato firmato il decreto che sblocca i fondi per le regioni colpite dall'alluvione del novembre 2012 (in particolare Toscana e Umbria) per un totale di 250 M€. E' solo un inizio, positivo, per le vittime, ma non la fine della calamità non solo per gli ostacoli burocratici, ma anche perché occorrerà dotarsi di criteri per decidere l'ammontare e gli assegnatari del risarcimento. Lo Stato non può più essere generoso come in passato nell'attuale crisi economica, né potrà esserlo in futuro, per le pressioni dall'Europa a rivedere le modalità di compensazione post-disastro e l'oggettivo aumento degli eventi estremi. Nella ricostruzione si dovrà sempre più definire delle priorità, sulla base dei danni subiti. Occorre considerare non solo i danni diretti, ma anche quelli indiretti e indotti, con potenziale effetto sistemico sulla ripresa delle attività economiche e dei servizi. Inoltre, al timore di molti alluvionati di affrontare in un futuro prossimo scenari di danno simili, si può rispondere solo coniugando ricostruzione e prevenzione. Ciò implica che si intervenga sulle diverse componenti che hanno contribuito al danno: oltre che sulla forzante fisica, anche sull'esposizione e la vulnerabilità di beni e infrastrutture. Contrariamente al senso comune, non disponiamo di efficaci metodi di stima del danno post-alluvionale capaci di supportare tali esigenze. Con Poli-RISPOSTA ci si propone di costruire con e per la Protezione Civile un modello, strumenti e soluzioni tecnologicamente avanzate per la raccolta, la mappatura e la valutazione dei dati di danno post-alluvione. Le prime verifiche condotte in Umbria indicano non solo l'esigenza di provare sul campo le procedure in elaborazione, ma anche l'importanza dell'interazione con le amministrazioni responsabili e con gli stessi alluvionati. Da un lato questo lavoro supporta le comunità nel difficile post-emergenza, contribuendo fra l'altro a diffondere concretamente una cultura del rischio, dall'altro crea le condizioni per colmare le attuali carenze conoscitive. Senza dati affidabili non è possibile determinare gli eventuali effetti dei cambiamenti climatici sul trend degli eventi, né supportare adeguatamente le misure preventive come prescritto dalla Direttiva Alluvioni del 2007.