Why

Il problema della scarsa attendibilità e accuratezza della stima dei danni conseguenti ad alluvioni era stata sollevata già nel 1955 da William Hoyt, ma esso riguarda ancora oggi tutti i rischi naturali come recentemente dibattuto in sedi nazionali e internazionali, dalle Nazioni Unite, alla Fema, alla UE. Occorre tuttavia riconoscere i passi in avanti compiuti negli ultimi decenni e da essi si è partiti per strutturare un modello di raccolta, schedatura e valutazione dei danni post alluvione. Da un lato, infatti, sono significativi i progressi nelle ricerche sulla vulnerabilità e l'esposizione al rischio alluvionale, con lo sviluppo di appositi modelli di danno; dall'altro la messa a punto ed estensiva applicazione delle schede di agibilità post-sismica costituisce un valido riferimento per analoghi sforzi per altri tipi di calamità. Il modello, in parte già strutturato e testato, deve essere ulteriormente sviluppato per costituire parte di una procedura utilizzabile da parte delle amministrazioni, che si avvalga delle tecnologie ICT e degli sviluppi più promettenti nell'ambito dei GIS e della Digital Earth.

Non è purtroppo necessario dimostrare la rilevanza dei rischi idro-geologici per il territorio italiano, colpito con frequenza e diffusamente da eventi che spesso superano la capacità delle opere di difesa. Ad evidenti danni diretti, si accompagnano, meno facilmente misurabili ma non per questo meno rilevanti, danni indiretti (interruzione delle attività produttive e commerciali, dei servizi e disagi alla popolazione), di cui occorre tenere conto nella costruzione di uno scenario complessivo di danno. Nemmeno nel campo della sismica, sicuramente più avanti di quello idro-geologico per quanto riguarda le procedure ormai consolidate di verifica di agibilità, si considerano in modo soddisfacente i danni indiretti e secondari. Da un punto di vista sociale ciò pone problemi rilevanti soprattutto nell'attuale crisi economica con evidenti vincoli sulle risorse disponibili per i risarcimenti. Anche il nostro Paese dovrà dotarsi di forme più sostenibili che in passato di compensazione, pure indispensabile, dei danni subiti, sulla base di procedure di monitoraggio più rigorose e tali da consentire di definire priorità di intervento e strategie di ricostruzione. Da un punto di vista dello sviluppo delle conoscenze, la disponibilità di dati di campo è indispensabile per la messa a punto di adeguati modelli di previsione.