Workpackage

  1. Definizione delle procedure di intervento nel post-emergenza
  2. L'attività è volta a sviluppare metodi e procedure per la raccolta dati e criteri di restituzione che tengano conto delle modalità operative della Protezione Civile e adattabili a diversi contesti territoriali in una fase particolarmente delicata quale quella immediatamente successiva all' impatto e alla prima emergenza. Occorre sviluppare una visione sistemica delle varie competenze e dei vari tipi di danno da censire, in una costante interazione con le amministrazioni responsabili. Soluzioni ICT e di mappatura anche molto sofisticate sono di grande aiuto solo se integrate nelle modalità di intervento proprie della Protezione Civile.

  3. Perimetrazione di urgenza delle aree alluvionate e recupero degli strati informativi per il sistema colpito
  4. L'attività si incentra sulla raccolta e restituzione dei dati relativi al fenomeno di allagamento, a supporto delle procedure di soccorso (nella fase di emergenza) e della ricostruzione di dettaglio dello scenario di evento (nelle fasi successive). Nelle prime ore dopo l'evento è essenziale rendere disponibile l'identificazione, sia pur con limitata precisione, delle aree allagate. A seconda delle condizioni si possono utilizzare immagini satellitari e/o aeree; in entrambi i casi deve essere definita una procedura operativa di rilievo e analisi delle immagini. Allo stesso tempo si deve acquisire, raccogliere in una banca dati, analizzare e georeferenziare ogni informazione, tipicamente puntuale, proveniente dal suolo (osservazioni, foto, filmati da fonti private, dati raccolti dai rilevatori) per costituire un insieme coerente di dati di altezze d'acqua, indispensabile per la validazione dei modelli idraulici a supporto della ricostruzione dell'evento, utilizzando le tecnologie ICT e la geomatica.

  5. Definizione di hardware e software per il rilievo
  6. L'attività ha come obiettivo la valutazione e selezione dei dispositivi e strumenti più adeguati per il rilevamento dei danni alluvionali a supporto delle fasi di post emergenza e ritorno alla normalità. Successivamente, verranno sviluppati un insieme di tool consistenti con le esigenze delle diverse fasi dell'emergenza, ovverosia: (i) supporto al coordinamento degli operatori nella fase di perimetrazione; (ii) acquisizione dei dati di questionari che comprendono anche informazioni multimediali (immagini, audio e video).

  7. Organizzazione dei dati statici e dinamici
  8. I dati raccolti nelle attività (2) e (3) saranno integrati e consolidati in un data base geo-referenziabile allo scopo di realizzare i report di evento ai diversi livelli, stimare l'entità dei danni e supportare previsioni e analisi di rischio.

  9. Metodologie e criteri di elaborazione e rappresentazione dei dati di danno
  10. Verrà definito uno standard per l'elaborazione di mappe e la costruzione di rapporti che riportino i danni fisici diretti a infrastrutture, abitazioni ed attività produttive, i danni indiretti e secondari sui sistemi sociale ed economico nel suo complesso in un lavoro congiunto con gli organi di Protezione Civile. Nel metodo proposto si prevede di produrre più versioni del rapporto a diverse fasi dell'evento (immediatamente nel post-emergenza, ad alcuni mesi dall'evento), affinando successivamente la qualità e il dettaglio dei dati, la restituzione cartografica, la loro reperibilità grazie a soluzioni IT che ne garantiscano la conservazione e permettano di mantenere traccia e struttura delle procedure seguite e degli archivi di dati utilizzati.

  11. Verifica dei risultati e loro disseminazione
  12. I criteri di verifica dei risultati parziali delle diverse attività sono facilmente identificabili in (i) utilizzabilità sul campo delle tecnologie e (ii) utilità degli output per la costruzione di scenari di danno. La validazione e collaudo del sistema devono essere innanzitutto eseguiti nel corso di esercitazioni di Protezione Civile. Le azioni di disseminazione sono costituite da corsi di formazione per i gruppi tecnici e da processi partecipativi, così come individuati nella direttiva alluvioni.

  13. Coordinamento del progetto
  14. Incontri periodici fra i componenti del gruppo di lavoro sono la base necessaria per lo sviluppo integrato degli strumenti. Data la costituzione del gruppo non si prevedono strumenti formali di gestione se non un calendario per gli incontri. Sono, viceversa, previsti incontri con i portatori di interesse istituzionali del progetto (perlomeno: Protezione Civile Umbria, Autorità di Bacino del Po).